10 agosto 2506 | Corona
Stesi sul prato, immobili, gli occhi chiusi e l'erba umida che pungola le schiene nude.
– Uno …
– Due …
– … tre.
Spalancano gli occhi di scatto, sgranati contro il firmamento.
Il cielo e le stelle sono fermi.
– Non cade.
Ilich aggrotta la fronte, smorfieggiando.
Ilias grugnisce una bestemmia.
– Che merda.
Restano lì per un po' a fissare il cielo immobile, respirando l'odore della notte trapuntato di fiori.
Poi, all'improvviso, un puntino bianco si stacca dal nero dello sfondo e precipita giù. Dura appena un paio di secondi.
– Cazzo Il!
L'esclamazione, simultanea, accompagna la stella cadente mentre i due ragazzi si sollevano sui gomiti, occhi sgranati in un'espressione di pura meraviglia.
– Uoah …
– … te l'avevo detto che funzionava.
Ilias sorride, furbesco, gongolando mentre spalma nuovamente le scapole sul prato.
Ilich sospira, occhi incollati al cielo stellato come quelli del fratello, e si rende improvvisamente conto che
– Certo che insieme possiamo fare …
– … qualsiasi cosa.